La storia di Rocca delle Macìe è indissolubilmente legata al cinema. È grazie infatti all’attività cinematografica che Italo poté coronare il sogno della sua vita e fondare un’azienda agricola nel Chianti Classico.

Dal Ring al Cinema alla Terra Toscana

“Vorrei raccontarvi brevemente la storia di mio padre Italo, produttore, regista e direttore cinematografico nonché fondatore dell’azienda vitivinicola Rocca delle Macìe che oggi ho la fortuna di dirigere insieme a mia moglie Daniela e con la collaborazione di mia sorella Sandra e dei miei figli Andrea e Giulia.
Uomo generoso, amante della vita, dotato di intuizione e di grande lungimiranza, Italo è un nobile esempio di self-made-man. Dopo una breve carriera in giovane età come pugile che lo porta alla finale del “Campionato Italiano Novizi” nei pesi medio-massimi, nel 1949 inizia a lavorare nel cinema, prima come figurante e stuntman, poi come tecnico di produzione ed infine, dal 1954, come Direttore di produzione di numerosi film.
Nel 1955 porta all’altare Laura Spano, che gli darà tre figli -mio fratello Fabio, Sanda e me-  e lo affiancherà nel corso di tutta la vita supportandolo con grande impegno in ogni suo progetto.
Nel 1958 arriva a firmare la sua prima produzione cinematografica “La rivolta dei Gladiatori”.

Grazie alla sua determinazione e volontà nel 1964 apre la sua casa di produzione e nel 1966 fonda la società di distribuzione cinematografica DELTA.

Numerosi sono i successi cinematografici che ci ha regalato, tra cui “Lo chiamavano Trinità”, “Continuavano a chiamarlo Trinità” e “Più forte ragazzi”, oltre alle co-produzioni di successo internazionale come “C’eravamo tanto amati” e “Sesso matto”.
Siamo agli inizi degli anni ‘70 quando mio padre sente che è arrivato il momento giusto per coronare il sogno di tutta una vita: un’azienda vitivinicola nel cuore della Toscana.
Così nel 1973, in controtendenza con la fuga dalle campagne per cercare lavoro in città, mio padre acquista un borgo del 1300 vicino a Castellina in Chianti e lo sottopone ad un attento lavoro di recupero architettonico dando vita, insieme a sua moglie, a Rocca delle Macìe.
Italo, che ha sempre vissuto ogni esperienza con grande coinvolgimento e determinazione, aveva la rara capacità di sognare e di trasformare i suoi sogni realtà.
È riuscito a trasmettere a me, a mio fratello Fabio e a mia sorella Sandra, la sua grande passione per la terra toscana, la voglia e l’entusiasmo per continuare a scrivere quella storia infinita che lega l’arte di fare il vino alla vita dell’uomo.”

Sergio Zingarelli