Rocca delle Macie

Consigli e suggerimenti per apprezzare il Vin Santo senza inzupparci il cantuccino!

E’ usanza abbastanza conosciuta quella di bere il Vin Santo toscano inzuppandoci i famosi cantucci di Prato, biscotti a pasta compatta arricchiti con frutta secca.  Ma in realtà se questa tradizione nel passato aveva un senso perché spesso i biscotti, preparati in grande quantità per essere consumati nel tempo, erano troppo duri per essere mangiati da soli e magari il Vin Santo non sempre era  al massimo del suo equilibrio gustativo, oggi non è certo il modo migliore per assaporare ed apprezzare sia il Vin Santo che il Cantuccio.

E’ usanza abbastanza conosciuta quella di bere il Vin Santo toscano inzuppandoci i famosi cantucci di Prato, biscotti a pasta compatta arricchiti con frutta secca.  Ma in realtà se questa tradizione nel passato aveva un senso perché spesso i biscotti, preparati in grande quantità per essere consumati nel tempo, erano troppo duri per essere mangiati da soli e magari il Vin Santo non sempre era  al massimo del suo equilibrio gustativo, oggi non è certo il modo migliore per assaporare ed apprezzare sia il Vin Santo che il Cantuccio.  Molto meglio sarebbe invece, come ha giustamente suggerito Romanelli durante la degustazione del Vin Santo di Rocca delle Macìe alla Riunione Nazionale Agenti, gustarsi il tradizionale abbinamento mangiando prima il biscotto e poi bevendo il Vin Santo.  Così facendo  si avrebbe modo di apprezzare le caratteristiche organolettiche di entrambi evitando tra le altre cose di bere un pappone alcolico anziché il famoso vino dell’amicizia e dell’ospitalità, da sempre protagonista in Toscana di ogni ricorrenza che meritasse un brindisi.

Se quindi il Vin Santo è sicuramente un eccellente compagno per dolci a pasta compatta arricchiti con ingredienti complessi come la frutta secca e le confetture di frutta, grazie all’apprezzabile morbidezza e dolcezza, unitamente all’alcol e all’acidità,  un Vin Santo dalle caratteristiche simili a quello di Rocca può accompagnare egregiamente formaggi stagionati, in particolare quelli a pasta erborinata ma anche i caprini la cui consistenza grassa e cremosa viene equilibrata per contrasto  dal vino.

Ma se vogliamo uscire dagli abbinamenti canonici con pasticceria e formaggi in realtà, valutando attentamente le caratteristiche organolettiche ed in particolare la dolcezza si possono realizzare anche interessanti abbinamenti con altri insospettabili cibi. Per esempio un bicchiere di Vin santo servito  fresco può essere un ottimo compagno per un patè di fegato o con i mitici crostini neri toscani.  Ma provatelo anche a temperatura inferiore servito come aperitivo, in fondo niente di così strano se pensiamo alla lunga tradizione dei nostri cugini spagnoli che servono lo Jerez con le “tapas”!
Suggeriteci anche voi i vostri abbinamenti preferiti!

Molto meglio sarebbe invece, come ha giustamente suggerito Romanelli durante la degustazione del Vin Santo di Rocca delle Macìe alla Riunione Nazionale Agenti, gustarsi il tradizionale abbinamento mangiando prima il biscotto e poi bevendo il Vin Santo.  Così facendo  si avrebbe modo di apprezzare le caratteristiche organolettiche di entrambi evitando tra le altre cose di bere un pappone alcolico anziché il famoso vino dell’amicizia e dell’ospitalità, da sempre protagonista in Toscana di ogni ricorrenza che meritasse un brindisi.

Se quindi il Vin Santo è sicuramente un eccellente compagno per dolci a pasta compatta arricchiti con ingredienti complessi come la frutta secca e le confetture di frutta, grazie all’apprezzabile morbidezza e dolcezza, unitamente all’alcol e all’acidità,  un Vin Santo dalle caratteristiche simili a quello di Rocca può accompagnare egregiamente formaggi stagionati, in particolare quelli a pasta erborinata ma anche i caprini la cui consistenza grassa e cremosa viene equilibrata per contrasto  dal vino.

Ma se vogliamo uscire dagli abbinamenti canonici con pasticceria e formaggi in realtà, valutando attentamente le caratteristiche organolettiche ed in particolare la dolcezza si possono realizzare anche interessanti abbinamenti con altri insospettabili cibi. Per esempio un bicchiere di Vin santo servito  fresco può essere un ottimo compagno per un patè di fegato o con i mitici crostini neri toscani.  Ma provatelo anche a temperatura inferiore servito come aperitivo, in fondo niente di così strano se pensiamo alla lunga tradizione dei nostri cugini spagnoli che servono lo Jerez con le “tapas”!
Suggeriteci anche voi i vostri abbinamenti preferiti!

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