Rocca delle Macie

Annata 2015. E finalmente lo possiamo dire!

Nella seconda settimana di ottobre abbiamo raccolto gli ultimi grappoli delle nostre uve, e adesso che abbiamo smesso di guardare il cielo ogni dieci minuti, ignorato per scaramanzia le previsioni che magnificavano la stagione e il raccolto è in cantina, lo possiamo dire, finalmente lo possiamo dire: è stata veramente un’annata da incorniciare.

Grappoli bellissimi da vedere, sodi e profumati, che abbiamo potuto raccogliere al momento giusto. Mosti che hanno rivelato un eccellente potenziale sin dalle prime fasi della fermentazione, puliti e ricchi di sapore.

Quest’anno dobbiamo ringraziare la stagione che con un inverno anche più freddo rispetto al 2014 e caratterizzato da abbondanti precipitazioni, ha reso possibile un risveglio delle viti molto regolare. L’estate, poi non poteva essere migliore, calda e con quelle poche precipitazioni che sono arrivate al momento giusto per rinfrescare piante che avevano già dal terreno una ricca riserva d’acqua accumulata negli ultimi due anni. Insomma, una vendemmia senza stress.

Meno tranquillo è stato lo staff dell’azienda, che ha monitorato costantemente tutti i vigneti, perché il clima, con suoi i capricci, decide e dispone, e il rischio che accada qualcosa che compromette la salute delle piante c’è sempre. I 200 ettari di vigneto da gestire, distribuiti tra la Maremma e il Chianti Classico, sono una quantità enorme di lavoro. In allegato uno stralcio dei tanti dati che esprimono in numeri il lavoro svolto.

Adesso l’attenzione si è spostata in cantina, per salvaguardare il lavoro svolto in vigna, e anche se è ancora presto per rilasciare un giudizio definitivo sui vini, le premesse per un’annata secolare ci sono tutte.

Dunque, la vendemmia di quest’anno ci autorizza a guardare al vino che verrà con grandi aspettative, anche se dai vigneti di Rocca delle Macie, in anni passati ben più capricciosi, sono stati prodotti già ottimi vini. Ce lo dicono i punteggi raccolti quest’anno tra le varie Guide 2016 appena presentate e le valutazioni internazionali.

Il Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli 2011, ad esempio, ha ottenuto da James Suckling 95 punti; da Wine Spectator e da Wine Enthusiast: 90 punti; da Gilbert Gaillard International Competition 92 punti con la Gold Medal; dal Gambero Rosso Vini d’Italia 3 Bicchieri; da Daniele Cernilli nella sua Guida Essenziale 97 punti; dall’Annuario dei Migliori Vini Luca Maroni 94 punti; da Vini Buoni d’Italia la Corona Oro… insomma, un paniere ricco di soddisfazioni.

 

Fonte: Vinotype.itLink Articolo diretto

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